200 parole su “Una storia quasi solo d’amore”


paoloL’ultimo romanzo di Paolo Di Paolo potrebbe sembrare una semplice storia per adolescenti. Eppure non è così, lo dice lo stesso titolo: è “Una storia quasi solo d’amore”. Quasi. Non che ci fosse niente di male a parlare d’amore, ma queste pagine hanno qualcosa di più. Raccontano di Nino, un ventitreenne che segue il suo sogno di lavorare nell’ambito del teatro, ma si ritrova a gestire una laboratorio teatrale per anziani, e di  Teresa, una trentenne di Terracina che lavora in un’agenzia di viaggi, ma non è mai partita. Si parla di crescita, di domande importanti che bisogna porsi, di Dio. Nel libro si scontrano le illusioni, le frustrazioni, i dolori dei personaggi, sullo sfondo della conoscenza tra i due ragazzi.

Paolo Di Paolo ha scelto di narrare dal punto di vista di Grazia, zia di Teresa e insegnante di recitazione di Nino,  utilizzando una stile di scrittura personale e fuori dagli schemi, stravolgendo la punteggiatura e non facendo mai uso delle virgolette per inserire dialoghi. L’effetto è quello di un flusso di parole, come quando si racconta qualcosa a voce e non c’è spazio, non c’è modo di inserire segni che dividano le frasi. “Una storia quasi solo d’amore” è una lettura interessante.

Paolo Di Paolo, Una storia quasi solo d’amore, Feltrinelli 2016, € 15.00

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