Il valore della vita, secondo alcuni animalisti


Un video che accosta numeri a caso e semplifica le questioni fino ad arrivare a conclusioni illogiche. È da prodotti sconcertanti come questo che emerge il pensiero di alcuni animalisti. Alcuni, sì. Perché la speranza è che siano solo i folli e gli estremisti ad avere certe idee.

Il video mostra la visualizzazione di vari dati, attraverso dei cubi che diventano progressivamente sempre più grandi. Vengono indicati i morti del disastro del Vajont, i morti del terremoto a Messina del 1908, i morti del terremoto ad Haiti del 2010, i morti della Shoah, i morti totali di entrambe le guerre mondiali e il numero di abitanti della terra.  Ovviamente si parla di uomini.

Ma, poi, alla fine, a tutti questi dati è accostato il numero di animali uccisi ogni anno dalle industrie di carne, uova e latticini. Come se avesse senso un confronto del genere. Evidentemente, per l’autore del video e le persone che lo hanno condiviso, la vita di un uomo ucciso in guerra, di un bambino morto a causa di un terremoto, di un ragazzo ebreo annientato in un campo di sterminio nazista vale quanto quella di un animale. È quello che si lascia intendere per deduzione e si possono soltanto immaginare le conseguenze devastanti che può generare un pensiero simile.

Che cosa abbiamo in più delle bestie? L’intelletto, la libertà di scegliere tra il bene e il male, la possibilità di controllare gli istinti, l’arte, la dignità. E sono solo alcune delle cose che certi animalisti sembrano ignorare completamente. Possibile che gli uomini abbiano completamente perso la bussola, se per rispettare di più il mondo finiscono per mancare di rispetto a se stessi?

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Quando l’animalismo (estremista) diventa ideologia


quando l'animalismo estremista diventa ideologia
Li hanno chiamati animalisti estremisti o nazi-animalisti. Sono centinaia quelli che qualche giorno fa hanno insultato e minacciato di morte Caterina Simonsen, una studentessa di Bologna, solo perché sul suo profilo facebook aveva detto “Sono viva grazie ai test sugli animali”. La notizia è rimbalzata su tutti i mass media, rendendo finalmente evidente la potenziale carica aggressiva di certe idee, nel momento in cui prendono il sopravvento.

Di questo parlava un interessante articolo di Donato Didonna su Il Fatto Quotidiano che individua nell’animalismo il ritorno delle ideologie. “Cos’è in pratica un’ideologia? E’ l’assunzione di un valore in sé buono -come l’amore e il rispetto per le altre specie animali- che viene però reso assoluto perdendo il necessario rapporto ed equilibrio con tutti gli altri valori che è proprio ciò che ci fa invece crescere in cultura e civiltà”.

Anche su questo blog sono arrivati insulti per opinioni espresse in merito a queste tematiche. L’articolo incriminato è “Animalisti fuori controllo: quando l’uomo non è più sensibile all’uomo”. Evidentemente basta poco per urtare la loro “sensibilità”. Ci vuole rispetto ed educazione tra persone che hanno idee e priorità completamente differenti.
Ma che cosa pensare di fronte ad ai beceri insulti contro Caterina, che lotta da anni contro malattie genetiche rare? «Se crepavi anche a 9 anni non fregava nulla a nessuno, causare sofferenza ad esseri innocenti non lo trovo giusto», è il messaggio di Valentina. Concorda Mauro: «Per me potevi pure morire a 9 anni, non si fanno esperimenti sugli animali, razza di bestie schifose». Insulti anche da Perry: «Magari fosse morta a 9 anni, un essere vivente di m… in meno e più animali su questo pianeta>>. In questi casi l’indignazione esplode come una bomba.

L’Aida (Associazione italiana difesa degli animali) ha precisato che gli autori di queste vergognose ingiurie non rappresentano la voce ufficiale dell’associazione e li ha denunciati. Ma questo modo di fare non è di certo un caso isolato. Basta fare un giro sui siti Internet o sulle innumerevoli pagine facebook a sostegno degli animali. Volano parole pesanti su quelle pagine e sono in molti ad augurare la morte ai “nemici”. Per questo è bene invitare tutti ad abbassare i toni.

Perfino Vittorio Feltri, nell’editoriale “Amo gli animali ma non con le bestie che insultano Caterina” ha ribadito che l’animalismo non può diventare una religione fondamentalista e indifferente alle altrui ragioni.

I cani in politica


dudù
Niente cerimonia al Quirinale per Berlusconi. Il 16 dicembre c’era un impegno irrinunciabile: il compleanno di Dudù da festeggiare. Un nipote? Un amico? No, si tratta del piccolo barboncino bianco figlio adottivo del Cavaliere. Così si definisce lo stesso Dudù sul suo sito ufficiale www.forza-dudu.it quando scrive “Sono dolce e affettuoso e voglio tanto bene ai miei genitori adottivi Francesca e Silvio”.
Non è uno scherzo, è soltanto il nuovo piano del Cavaliere per ingraziarsi i migliaia di animalisti che ci sono in Italia. Anche se alla maggioranza degli italiani dotati di cervello questa farsa potrebbe risultare perfino esilarante, c’è sicuramente una fetta consistente di persone al quale il barboncino “figlio di Papi” fa effetto. E così ieri il Tempo ha riportato le foto esclusive del piccolo cane in braccio alla “mamma Francesca” davanti a una torta con tanto di candelina accesa.
Questa storia del cane è una follia che renderebbe ridicolo anche il politico più serio. Ma per Berlusconi è tutto calcolato. Da quando aveva annunciato la nascita di Forza Italia, il leader aveva comunicato anche la creazione del sito ufficiale di Dudù. Accolto da risate e boati di apprezzamento, il Cavaliere aveva snocciolato statistiche sugli animali (“Non sapevo che in Italia ci fossero sette milioni di cani”) e sulle abitudini di vita dei padroni dei cani.
Del resto a cercare di convogliare i voti degli animalisti a destra ci prova da tempo anche Michela Vittoria Brambilla, nelle fila di Forza Italia, ma soprattutto animalista convinta e presidente della Lega italiana della difesa degli animali e dell’ambiente. Adesso Dudù sarebbe il simbolo di questa nuova strategia politica di Forza Italia.
Il piccolo barboncino, però, non è l’unico cane famoso per essere stato fotografato con un politico. Si pensi, per esempio ad Empy, il cane comparso tra le braccia di Mario Monti a “Le invasioni Barbariche” e di cui proprio la Brambilla diceva “Non chiedo più a Monti conto dell’Italia, ma almeno mi dica che fine ha fatto Empy”.
Ai nostri politici non si critica di certo che abbiano un animale domestico, che gli siano affezionati o che ne abbiano cura. Ma arrivare a far spegnere le candeline a un cane è esagerato. Creare il sito ufficiale di un barboncino che scrive usando la prima persona è follia.
E se i cani sono la priorità dell’Italia e se questi sono i politici italiani, non si capisce più ormai se dobbiamo ridere o piangere.

Animalisti fuori controllo. Quando l’ uomo non è più sensibile all’ uomo


animali uomo

Gli animalisti ormai sono ovunque. Erano anche alla messa della domenica delle palme di Papa Francesco (guarda il video del servizio del Tg1 al min. 19 54) In questo periodo di Pasqua denunciano la situazione dei tanti agnelli uccisi, per essere portati in tavola come cibo tradizionale. Come se le migliaia di mucche uccise ogni giorno, non solo a Pasqua, avessero meno “diritti” di vita.

L’uomo mangia carne e questo a molti non “va giù”. Sono, infatti, sensibilmente aumentati i vegetariani, i vegani e i fruttariani. Secondo queste persone, gli animali sarebbero ingiustamente relegati ad un ruolo di inferiorità rispetto all’uomo e meriterebbero invece anche quei diritti che noi ora chiamiamo “umani”. Chi sceglie di astenersi dalle carne, spesso lo fa per non “cibarsi dei propri fratelli”.

Senza scadere in luoghi comuni e superficialità, sorgono spontanei dei quesiti: quelli degli animali sono davvero i problemi più gravi da affrontare? E soprattutto quanto questi possono essere considerati “fratelli” al pari dell’ uomo?

Alcuni animalisti vorrebbero segnali di innovazione su questo tema anche da parte di Papa Francesco. Molti sperano in lui anche per il nome scelto, che ovviamente riporta a S. Francesco d’ Assisi e al suo profondo rispetto e amore per la natura. Ma attenzione a non strumentalizzare lo stile di vita di San Francesco, profondamente legato al suo modo di vivere la fede. Niente a che fare con il pensiero degli animalisti, che pure, a volte, lo citano a sproposito.

Per esempio nel caso accaduto lo scorso anno. In una intervista a Chi, don Antonio Mazzi aveva lanciato un appello affinché gli italiani donassero i loro soldi «a chi salva vite umane, invece di spendere per cani e gatti». Secondo l’ ENPA Don Mazzi  mostrava di aver “smarrito del tutto il messaggio di San Francesco”.

Ormai sembra un crimine dire la verità. E la gente rifugge chi continua a ripetere quanto sia sacra e importante la vita umana. Sembra strano, ma non schierarsi dalla parte degli animali sta diventando una controtendenza. Questo non vuol dire disprezzare il creato e quanto contiene. Chi più di Papa Francesco sa capire il vero spirito dell’ operato di San Francesco e del compito dell’ uomo?

“Custodiamo Cristo nella nostra vita, per custodire gli altri, per custodire il creatoLa vocazione del custodire però non riguarda solamente noi Cristiani. Ha una dimensione che precede e che è semplicemente umana: Riguarda tutti. E il custodire l’intero creato, la bellezza del creato, come ci viene detto nel libro della Genesi o, come ci ha mostrato San Francesco d’Assisi, è l’avere rispetto per ogni creatura di Dio e per l’ambiente in cui viviamo. E’ il custodire la gente, l’aver cura di tutti, di ogni persona con amore, specialmente dei bambini, dei vecchi, di coloro che sono più fragili e che spesso sono nella periferia del nostro cuore”. Lo ha detto il Papa nella omelia della messa di inizio pontificato (qui testo e video completo). Questo è il vero senso di ciò che credeva S. Francesco e del suo amore al creato, meraviglioso dono di Dio.

Ma gli animalisti in generale non sono su questa posizione. A volte l’amore per gli animali si carica di odio per l’uomo. Basta fare un giro sulle loro pagine facebook per capire come poi arrivino a degenerare. Sul tema ci sono diverse pagine, per esempio: Veganism is the future (99 000 mi piace) L’ olocausto animale (32 400 mi piace),Vegetariani italiani (26 000 mi piace), La vera bestia- animal video community (23 500 mi piace), Noi animalisti (21 700 mi piace), Animal equality- attivismo per gli animali (15 300 mi piace).

E’ strano, se non grottesco, vedere usare la parola “olocausto” per fenomeni che coinvolgono animali. In queste pagine capita, a volte, di leggere commenti di disprezzo per l’ uomo: sarebbe lui l’ unica “vera bestia”.“Meglio un animale che un figlio”, scrive una donna. “Gli uomini sono la piaga del creato”, sostiene un’altra. Un ragazzo invece vorrebbe “Bombe a mano sui mattatoi e fucilate a chi ci lavora”. “Mi piacciono più i miei animali della maggior parte delle persone” dice un altro commento. Davanti a foto molto forti di cani e animali massacrati piovono commenti e recriminazioni: sdegno e rabbia sfociano in insulti e maledizioni estesi a tutto il genere umano. Ci si spinge a dire perfino “Odio l’uomo”.

C’è tanta indignazione per il trattamento degli animali ammassati nelle stalle, ma dov’è questa indignazione quando ad essere ammassati sono i detenuti nelle carceri sovraffollate o quando vengono lasciati morire i troppi migranti sui barconi? Ci sono priorità, scale di valori che non dovrebbero essere soggettive. Quante  volte abbiamo indifferenza verso chi ci sta attorno…ci si è abituati alle sofferenze, alle crudeltà, alla sopraffazione e niente più sconvolge nessuno. E dovremmo dedicarci a migliorare le condizioni degli animali?

Dove abbiamo relegato la compassione per l’uomo? Tanti diritti umani ancora non sono garantiti. Nel mondo ancora esistono la pena di morte, la tortura, l’infibulazione e tante altre pratiche che tolgono dignità all’uomo. E poi ancora si uccidono i bambini indifesi e innocenti, con l’aborto. E dobbiamo avere più rispetto per gli animali?